Ragnatele

 

Mille volte scriverei il tuo nome su lastre d’argilla
graffiandovi le righe con le unghie.
La polvere rossa ai miei piedi
come sangue che stilla da esso,
come sudore dal mio volto teso a rileggerlo
per ore ed ore,
seduta sulla sabbia a capo chino
volutamente ignara dell’intorno;
col sole che scintilla tra i capelli,
sconvolti dal vento del timore di non averti MAI.
Sul ricordo di te lo sguardo ho perso,
sulla tua sagoma ho fatto scorrere le labbra
desiderose delle tue.
Ma solo il vento
e il vento – e ancora il vento
ricopre nome e sagoma e ricordo
di sabbia fine;
e trine di pensieri – come ragnatele –
lusingano le palpebre abbassate che, sorprese,
di nuovo si spalancano sul nulla.

Annalisa Soddu

(Segnalata al “Premio Nazionale Dino Tebaldi” 2012; pubblicata sull’ antologia “Viaggi Di Versi” n.82)

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